Adolescenza e sessualità. Che cosa pensano i giovani della sessualità? La rivoluzione sessuale, degli anni sessanta del secolo scorso ha profondamente modificato abitudini e concezioni s nella nostra società. Nella parte occidentale del mondo quasi ovunque – almeno formalmente – si riconoscono a donne e uomini gli stessi diritti e doveri, le stesse opportunità nel campo della sessualità. Secondo un’inchiesta del 2004,  i ragazzi italiani hanno mostrato una sostanziale accettazione dei rapporti prematrimoniali, del divorzio e dei rapporti omosessuali L’esempio più eclatante di questo diverso modo di pensare degli attuali adolescenti è dato dal valore attribuito alla verginità femminile; un tempo considerata rilevante, se non decisiva, “dote matrimoniale”: oggi appare quasi ai loro occhi un indicatore di immaturità sessuale e sentimentale.
Negli anni che vanno dal dopoguerra ad oggi possiamo documentare alcune linee di tendenza: una maggior precocità dei rapporti sessuali adolescenziali, un aumento del numero dei partner, una progressiva riduzione delle differenze di approccio tra maschi e femmine. La televisione eserciterebbe una forte influenza sulle attitudini e sul comportamento sessuale degli adolescenti; il sesso in tv è spesso associato a ironia, comicità, eccitazione, pericolo o violenza; ma verrebbero per lo più rinforzati gli stereotipi della mascolinità e della femminilità e invece raramente sottolineati i pericoli di rapporti non protetti. Negli Stati Uniti mediamente un adolescente assiste in tv a circa 14.000 riferimenti sessuali in un anno. Un’altra ricerca italiana – del 1995 – indicava che rapporti sessuali completi erano stati sperimentati da meno del 3% degli adolescenti nella fascia 14-15 anni, la percentuale saliva al 10% intorno ai 16 anni, a poco meno del 20% verso i 18 anni.  In risposta a quale fosse l’esperienza sessuale principale, un terzo degli adolescenti dichiarava di praticare la masturbazione, un altro terzo il petting. Secondo una terza indagine i primi rapporti sessuali avverrebbero in media tra i 15 e i 17 anni. Se questi dati sono rappresentativi dell’attuale popolazione giovanile italiana, ne emerge un dato davvero significativo: la tendenza ad una sempre maggior precocità sessuale si è interrotta o addirittura invertita, perché quel 20% scarso di diciottenni che fanno sesso scompare nell’80% di coetanei che la prima esperienza completa devono ancora farla. (nella foto Eco e Narciso di John William Waterhouse, 1903) (2009)