“C’è un posto in cui ho potuto vedere con i miei occhi e sentire col mio cuore persone ricominciare a vivere o farlo per la prima volta, visto che la precedente non si può definire vita. Da ogni regione d’Italia, dai 18 ai 50 anni. Vissuti, famiglie, stato sociale o culturale differenti. Ma tutto ciò non è importante: la sofferenza e il fine non fanno distinzioni.  Un luogo in cui ti puoi sentire per la prima volta protetto. L’opposto proprio di quelle mura domestiche che avrebbero dovuto donare amore e serenità. Mura nelle quali c’era violenza, liti, abusi sessuali, genitori alcolizzati, madri succubi o semplicemente il non essere ascoltati e toccati fin da piccoli. Un malessere antico, che affonda le radici in un lontanissimo ma importante passato, un passato che segnerà per sempre l’individuo.

Un’occasione per riscattarsi, dai problemi legali a problemi legati a malattie infettive quali AIDS. Persone che combattono oggi e vedono un possibile e vivibile futuro. All’interno non ci sono moralismi di nessun tipo e tantomeno credo religiosi. Verità e rispetto sono fondamentali per creare rapporti, che poi divengono col tempo forti, sinceri e di grande sostegno reciproco. All’inizio pare di essere capitati in un girone dell’inferno. Poi, col tempo, inizia a diventare la tua casa e la tua famiglia. Una famiglia adulta e non disturbata. Si tenta, con gran fatica e dolore, di affrontare il passato perché i suoi fantasmi non riemergano nel presente. La realtà, comunque soggettiva, non è né nel passato né nel futuro, ma nel presente; il passato può essere una luce sulle cose ma non è le cose stesse che illumina.

E’ difficile spiegare cosa avviene all’interno di questo luogo, forse impossibile se non viene vissuto direttamente. C’è una grande sofferenza in ognuno. Dolore e rabbia portano all’autodistruzione. In queste foto volevo semplicemente far trasparire il fine: poter immaginare di vivere un futuro che prima si pensava di non avere, un futuro che diviene possibile. A mano a mano si ricostruisce un senso e un rispetto per la vita. Un particolare sguardo alle donne: la droga, la strada, ambienti duri e particolarmente rischiosi per loro. Alcune sono madri altre no e sono tutte meravigliose! La speranza, le gioie e i dolori durante un percorso che a molti ha salvato la vita. (2008, Paola P)

Grazie a Silvana Magnani, Antonietta Giannitti, Fabio Tini, Roberto Carotenuto, Maria Grazia Miccolis, Chiara Marinuzzi, Luigi Vaccaro, Daniele Segnini, Federico Zanchini, Caterina, Alessandra e a tutti gli ospiti della Comunità Terapeutica per la cura delle tossicodipendenze di Santa Severa chiamata Fratello Sole