Farmaci e povertà, ossia lo scandalo di quasi 2 miliardi di persone al mondo che non hanno accesso a vaccini e farmaci essenziali.

Medici senza frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo, creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971. L’associazione fornisce soccorso umanitario in oltre 60 Paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi legate a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. Nel 1999 Medici Senza Frontiere ha ricevuto il premio Nobel per la Pace. La sezione italiana ha recentemente pubblicato un intervento sullo stato della salute nella parte di mondo in cui l’organizzazione lavora.Trenta anni fa, i maggiori esperti mondiali della sanità avevano assicurato che entro la fine del millennio le malattie infettive nel mondo non avrebbero più minacciato l’umanità. La realtà di oggi racconta un’altra storia. Racconta che malattie curabili come il morbillo e le infezioni respiratorie seminano morte nei Paesi poveri più delle guerre contabilizzate dalla Nazioni Unite, più delle carestie. Le epidemie sono le emergenze del nuovo millennio, eppure un terzo della popolazione mondiale non ha accesso ai farmaci essenziali”.  Il documento sottolinea come spesso i farmaci efficaci contro le malattie infettive siano troppo cari per chi dovrebbe acquistarli o addirittura fuori commercio perché poco remunerativi per chi li produce; il 90% del denaro investito in ricerca e sviluppo di nuovi farmaci è destinato alle malattie dei ricchi, di quel 10% della popolazione mondiale che può permettersi di pagare un medicinale ai prezzi di mercato. L’ultimo vaccino contro la tubercolosi, la più devastante malattia infettiva del novecento, risale agli anni venti.

Dalla dichiarazione di Alma-Ata del 1978 che vedeva la salute un bene di diritto fondamentale, siamo passati all’accettazione che vede chi sta fuori il mercato privo del diritto alla salute. “La crisi dell’accesso ai farmaci ben inquadra lo scenario dei due mondi contrapposti nell’economia della globalizzazione. L’enorme squilibrio fra eccesso di farmaci, anche superflui, consumati nel mondo industrializzato, e mancato accesso ai farmaci salvavita che costringe miliardi di persone a lottare fatalmente contro le malattie, ci aiutano a misurare il grado di impotenza ed incompetenza del diritto internazionale nei confronti dei rapporti di forza e delle regole commerciali incarnate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio”.
Medici Senza Frontiere ha denunciato l’irresponsabile azione legale intentata da un cartello di 40 aziende farmaceutiche nei confronti del Sudafrica di Nelson Mandela per il Medicine Act che autorizzava l’importazione di versioni generiche a basso costo di farmaci anti-AIDS. La denuncia di MSF è stata raccolta da una risoluzione del Parlamento Europeo che oltre a chiedere alle aziende di ritirare l’azione legale contro il Sudafrica, si è appellata affinché siano rivisti gli accordi sui diritti di proprietà intellettuale “in modo da assicurare il diritto dei paesi in via di sviluppo ad ottenere i farmaci salvavita al prezzo più conveniente possibile sul mercato, che siano coperti dal brevetto o generici”. (12-2007)